Padel, uno sport nato per sbaglio

24/09/2018

Oggi parliamo di storia, in particolare di come è nato il Padel. Le sue origini sono davvero bizzarre e sono da attribuire al messicano Enrique  Corcuera che nel 1969, volendo costruire un campo di paddle tennis in casa sua ed essendoci dei muri proprio a ridosso dello spazio disponibile per tracciare il campo, concepì l’idea di considerare i muri come parte integrante del campo di gioco stesso. Corcuera poi regolamentò il nuovo gioco e lo chiamò Padel.

Padel, non Paddle

Il Paddle, invece, è lo sport ideato nel 1898 dallo statunitense Frank Beal che prende il nome dalla racchetta a piatto solido che si usa per giocare ed è una derivazione del tennis.

Nato per sbaglio il padel ebbe successo in modo altrettanto casuale. Corcuera invitò a giocare a casa sua un amico spagnolo, il nobile Alfonso Hohenloe, il quale si entusiasmò a tal punto che al suo rientro a Marbella (1974) si fece costruire un campo nel suo circolo sportivo il Marbella Club. Ed è qui che lo scoprirono alcuni atleti argentini che decisero di importare questa nuova disciplina in Argentina dove in pochi anni il padel divenne uno sport praticato da milioni di persone perché essendo uno sport facile e divertente furono costruiti molti campi pubblici. La Spagna nel frattempo diventava il secondo paese per diffusione del padel sebbene (a differenza dell’Argentina) qui fosse uno sport d’elite introdotto nei più famosi club di tennis e golf.

  Enrique Corcuera

Per vedere la nascita in Italia della Federazione Italiana Gioco Paddle / Padel (Figp) bisognerà attendere febbraio del 1991. A promuovere la nascita della Federazione furono alcune associazioni Sportive di Bologna e dintorni, e fin dall’inizio la scelta fu quella di strutturare la Figp in accordo con quelli che erano i regolamenti del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni).

La presentazione ufficiale del Padel avvenne quando, nel maggio del 1991, venne realizzato un campo di esibizione durante la manifestazione dello Sport Show, presso la Fiera di Bologna. Su questo campo si svolsero incontri fra le rappresentative di Spagna, Argentina ed Italia.

Il Padel venne ufficialmente riconosciuto dal Coni e inserito nell’ambito della Fit (Federazione italiana tennis) nel 2008. Negli ultimi anni l’Italia si è classificata bene anche nel campionato e nel ranking mondiale sia maschile che femminile.

Simili nel nome, ma diversi nel regolamento la più originale caratteristica che differenzia il padel dal paddle è che in quest’ultimo caso i muri delimitanti il fondocampo fanno parte dell’area di gioco quindi se la palla rimbalza su tali muri può esser respinta con la racchetta. Per la regola che contempla i muri validi quando rimbalza la palla, questa specialità è simile alla Court paume o real tennis o court tennis. Nei tornei dei professionisti i muri sono sostituiti da pareti trasparenti per far vedere al pubblico le azioni di gioco.

I campi da Padel di Merli Sport si contraddistinguono in primo luogo per il loro essere completamente made in Italy: «Il 90 per cento delle strutture sul mercato sono di importazione, per lo più dalla Spagna. Noi – racconta Marco Merli – siamo stati tra i primi ad avviarne la produzione in Italia e al momento oltra alla nostra ci sono solo un paio di aziende che lo fanno». «Noi ci occupiamo della progettazione – continua Merli – e abbiamo il controllo di tutta la filiera di produzione. Questo ci permette di garantire la massima qualità nell’assistenza sia prima che dopo l’acquisto».

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